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Back to School 2026: 8 trend di marketing che devi conoscere (e applicare)

  • Immagine del redattore: Geo Ceccarelli
    Geo Ceccarelli
  • 24 ago
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 25 ago

Vi racconto cosa fare per non essere bocciati nel 2026: otto trend, esercitazioni pratiche e la roadmap che potete iniziare da lunedì. Prendete il taccuino. Se volete fotocopiare, non funziona. Qui si prova, si sbaglia e si migliora.”



geo ceccarelli - less is more




Lunedì. Il primo giorno di scuola per le agenzie: giacche appese, mail non lette, slide pronte a conquistare il mondo. Eppure la lezione è diversa: il calendario non è più quello di ieri. Il professore si chiama AI, e fa esami in tempo reale.

Qui troverete otto trend con impatto pratico e una roadmap operativa: niente vaporware, solo roba che puoi iniziare domani mattina.


1 — Agentic AI: non più assistenti, ma attori


  • Cos’è: sistemi AI che prendono decisioni e compiono azioni autonome su più canali (email, ads, retargeting, servizio clienti). 

  • Perché conta: velocità di sperimentazione, personalizzazione di massa, esecuzione 24/7. 

  • Rischio: azioni fuori brand, errori replicati a scala. 

  • Cosa fare subito: sperimenta un agente su un use-case limitato (es. nurturing lead); imposta regole chiare, log di decisione e checkpoint umani. 

  • KPI utili: tempo medio di test, tasso di escalation, percentuale di decisioni explainable.



2 — Retail Media Networks: il nuovo centro di gravità del media buying


  • Cos’è: i retailer trasformano app, casse e touchpoint digitali in media channel basati su first-party data. 

  • Perché conta: targeting più preciso, conversioni migliori, CPM spesso più efficienti.

  • Rischio: frammentazione dei canali, complessità operativa.

  • Cosa fare subito: mappa i RMN rilevanti per il tuo vertical; pilota un formato nativo e confrontalo con il programmatic.

  • KPI utili: ROAS vs programmatic, CPA, vendite incrementali.



3 — Discovery > Search: preparati per le answer engines


  • Cos’è: le AI conversazionali e gli answer engines rispondono direttamente alle query, riducendo i click alle SERP tradizionali.

  • Perché conta: chi “viene citato” dalle AI guadagna visibilità senza rivali.

  • Cosa fare subito: adotta l’AEO (Answer-Engine Optimization): schema markup, FAQ strutturate, short video ottimizzati per intent e RAG-friendly content.

  • KPI utili: impression su snippet/answer, traffico da interfacce conversazionali, query coverage.



4 — Creatività aumentata: co-creazione umano + AI


  • Cos’è: la generative AI accelera iterazione e adattamenti (versioning, localizzazione), ma la big idea resta umana.

  • Perché conta: produzione rapida e test in scala; rischio di omologazione creativa.

  • Cosa fare subito: usa l’AI per prototipare varianti; definisci guardrail creativi e obbliga sign-off umano sulle linee guida strategiche.

  • KPI utili: tempo medio di produzione, uplift creativo nei test A/B, varietà di concept testati.



5 — Measurement privacy-first: attribution reinventata


  • Cos’è: con perdita di segnali (cookie/ID), emergono modelli basati su causal inference, holdout tests e attribution transformer-based.

  • Perché conta: misure più robuste e meno soggette a distorsioni; richieste di competenza statistica interna.

  • Cosa fare subito: attiva un test di incrementality su una campagna chiave; investi in CDP e modellizzazione interna o partner affidabili.

  • KPI utili: lift incrementale, affidabilità del modello, costo per insight.



6 — Experience Economy 2.0: immersione che converte


  • Cos’è: AR/VR e spazi ibridi vanno oltre l’effetto wow: devono produrre metriche commerciali (iscrizioni, vendite, CLTV).

  • Perché conta: differenziazione e coinvolgimento, nuove superfici di monetizzazione.

  • Cosa fare subito: pilota una pop-up AR o un’esperienza phygital con obiettivo commerciale misurabile.

  • KPI utili: conversion rate dalla experience, tempo di engagement, CLTV incrementale.



7 — Creator economy matura: governance e ROI reale


  • Cos’è: i creator sono parte integrante dell’earned strategy, ma ora serve professionalizzazione: metriche di influenza vere, contratti chiari, ownership degli asset.

  • Perché conta: reach scalabile ma sostenibile solo con regole e co-ownership.

  • Cosa fare subito: crea un playbook creator (KPI, clausole su uso AI, rev-share e diritti sugli asset).

  • KPI utili: engagement quality, conversion per creator, valore asset co-creati.



8 — MarTech consolidation & proprietary intelligence


  • Cos’è: il mercato si compatta attorno a piattaforme che offrono AI proprietarie, orchestration e accesso a first-party data. Il CDP diventa il “battesimo” dei dati.

  • Perché conta: integrazione = velocità + vantaggio competitivo.

  • Cosa fare subito: audit dello stack, elimina duplicazioni, definisci il tuo source-of-truth e valuta build vs buy per IP AI interno.

  • KPI utili: tempo-to-insight, costi tool, percentuale di processi automatizzati.



Roadmap operativa — 90 giorni che contano


  1. Sprint Agentic (90 giorni): 1 agente, 1 use-case, regole e checkpoint umani.

  2. First-party data sprint (60 giorni): pulizia, normalizzazione, CDP attivo.

  3. AEO pack: riscrivi 10 contenuti chiave ottimizzati per answer engines.

  4. RMN pilot: scegli 1 retailer, testa 1 formato nativo e misura vs programmatic.

  5. Policy & governance AI: definisci regole, sign-off umano obbligatorio e logabilità delle decisioni.



Tre errori che devi evitare (subito)


  1. Lanciare agenti senza escalation umana.

  2. Usare creator solo per reach, non per asset o performance.

  3. Accumulare tool invece di consolidare: più tech = più frizione operativa.



Chi lo sta già facendo


Zalando, per superare i limiti della misurazione post-cookie, adotta modelli di 'causal inference' per capire l'impatto incrementale reale delle sue campagne. Il risultato è un'allocazione del budget più intelligente, basata non su chi 'prende il click', ma su chi genera valore di business.



Conclusione


Il 2026 chiede due cose: velocità disciplinata e creatività con confini. L’AI non è la bacchetta magica, è il motore. Chi la governa — e sa quando tirare il freno — avrà il vantaggio competitivo. Se vuoi restare rilevante, prova, misura e struttura: il resto è retorica.


Per seguire l'intera indagine e approfondire il caso, ascolta l'episodio di Cherry Picking


Approfondisci con Sherry

L’estensione AI di Cherry Picking. Non è un assistente. È un investigatore.

Se hai una domanda, preparati anche a cambiare idea.



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