ROI - Dove finisce davvero il valore?
- Geo Ceccarelli
- 25 apr
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 19 lug
In un clima economico che spinge al taglio dei costi e alla revisione dei media mix, il mantra è "ottimizzare la spesa". Ma cosa significa davvero? Un report citato nell'episodio rivela una verità preoccupante: solo il 40% dei marketer dichiara di sapere con precisione dove finiscono i propri investimenti media.

In un dedalo di algoritmi opachi, piattaforme "walled garden" con metriche proprietarie, catene complesse come quelle del programmatic advertising e modelli di attribuzione (come il "last click") che spesso semplificano eccessivamente la realtà, ignorando il valore costruito nel tempo. Il budget rischia di evaporare in mille rivoli tecnologici e metodologici.
L'Indagine Strategica: Performance vs Branding, Controllo vs Visione
Molti marketer hanno l’illusione del controllo. Pensano che ottimizzare significhi vedere e misurare tutto, subito. Ma la verità scomoda è che non tutto ciò che conta… si può tracciare facilmente. E non è solo una questione di dati. È una questione di intenzione strategica.
L’ottimizzazione oggi è spesso un riflesso condizionato, quasi pavloviano: qualcosa non performa subito secondo una metrica parziale? Si taglia. Non c’è clic immediato? Si cambia messaggio. Non c’è engagement visibile entro le prime ore? Si spegne la campagna.
È un approccio da day-trading finanziario applicato al marketing, non una visione da costruttore di valore. La vera ottimizzazione strategica, invece, non è reazione istintiva, ma progettazione consapevole. Significa definire obiettivi chiari (che vadano oltre il clic immediato), scegliere i canali e i messaggi con coerenza rispetto alla strategia di brand, proteggere gli investimenti necessari sul lungo periodo e, sì, avere la pazienza di aspettare che i semi del valore germoglino.
I grandi brand non si costruiscono nel tempo reale di una dashboard. Si costruiscono con scelte coerenti, reiterate nel tempo, a volte con azioni quasi invisibili nel breve termine ma costanti e cumulative.
Certo, i dati servono. Sono fondamentali. Ma i dati vanno interpretati con intelligenza critica, non adorati come idoli indiscutibili.
E oggi, per come è impostato gran parte dell’ecosistema digitale, siamo diventati incredibilmente bravi a misurare le cose che succedono subito e facilmente. [ Molto meno bravi, e spesso meno interessati, a misurare quelle che restano nel tempo.
La verità?
La metrica più sottovalutata e più preziosa del marketing strategico… è la pazienza.
Il Valore Non Misurabile dal ROI
Esiste una differenza cruciale tra efficienza immediata e visione strategica, e ignorarla può costare caro. La vera efficacia, quindi, non risiede solo nei numeri di una dashboard, ma nelle connessioni durature, nella coerenza e nella capacità di restare nella mente dei consumatori. La vera ottimizzazione strategica, conclude l'indagine, implica anche il coraggio di scegliere dove non essere, concentrando le risorse e rinunciando alla tentazione di presidiare tutto per costruire il "giusto" che dura.
I 3 Takeaway per Chi Investe:
La vera ottimizzazione è strategica, non solo tecnica, e parte dagli obiettivi a lungo termine.
Non tutto ciò che conta (valore del brand, fiducia) è facilmente misurabile nell'immediato.
Investire bene richiede il coraggio di aspettare i risultati che maturano nel tempo.
Conclusione: Ricordare Cosa Conta Davvero
In un mondo ossessionato dalla misurazione istantanea di ogni cosa e dal ROI, forse la vera sfida per chi fa marketing oggi è ricordare cosa conta davvero nel tempo.




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